Allenamento :: Gestione Di Un Gruppo Secondo i 6 Princìpi Vincenti Di Napoleone

Uè ! A parte l’aver scoperto che, secondo il Trattato di Pace del 1947 con l’Italia, non sarei cittadino italiano ma del Territorio Libero di Trieste, tutto ok a casa dello zio Simone. Questo pezzo di terra a cavallo tra est ed ovest, sulla carta dovrebbe essere libero ed indipendente, invece è amministrato da Italia, Slovenia e Croazia 😮

Secondo il Memorandum di Londra del 1954, l’amministrazione da parte dell’Italia e dei due Paesi dell’ex-Jugoslavia dovrebbe essere provvisoriaChe succederà ? Speriamo che succeda la cosa giusta per tutti [ocio, nessuna intenzione di invadere l’Italia, eh !?].

Altri sono i luoghi dove discuterne (al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nei siti attinenti) … Siccome non faccio politica, passo al tema dell’allenamento.

Che c’azzecca Napoleone

Questa storia di ritrovarmi cittadino di una terra in concessione ha solleticato la mia fantasia in materia di allenamento. Gestione di un gruppo di allenamento, precisamente.

Già, perché voglio fare un favore a quei “personaggi” che stanno attaccati agli altrui profili di Facebook e Twitter per scavare fuori qualche idea – di quelle mirabolanti – che poi rivendono a peso d’oro facendotela passare per parole del Signore. Perciò ho deciso di rivolgermi a Napoleone. Sono buono, vero ? 😉

Yes, prendo spunto da un bel libricino : Napoleone ed il management. Così quei “personaggi” potranno raccontare ai loro potenziali clienti “come vendere e avere successo usando gli ipersonici principi di Napoleone”.

… E gli allenatori attenti avranno delle indicazioni in più per gestire allenamenti con i fiocchi.

 

Napoleone
J.-L. David, “Napoleone al passo di San Bernardo”

 

Ho evitato i soliti chiacchieroni gringos per spiegare qualcosa sulla gestione dell’allenamento.
Non mi va di fare la figura dell’ennesimo coach in stile tu-vuò-fà-lamericane [con tutto il rispetto per i coach made in USA].

Ho attinto quindi dalle imprese del signor Napoleone, un condottiero che di questi tempi non lo vedi manco col telescopio Hubble … Tanto che gli scaltri americanski lo hanno “modellato” per creare schiere di super-manager certificati macina-obiettivi.

Il duca di Wellington, alla domanda su chi fosse secondo lui il più grande condottiero del suo tempo dichiarò

“oggi, ieri, sempre: Napoleone,”

pur avendolo sbaragliato a Waterloo. Evidentemente, oltre a rendersi più dolce la vittoria, vedeva in Napoleone qualità straordinarie.

Napoleone basava la sua strategia politico-militare su 6 princìpi, rivelatisi vincenti fino a quando il troppo potere e l’intervento nella questione spagnola lo fecero precipitare nel baratro … Ma questa è un’altra storia.

E come basare e gestire un allenamento su questi 6 princìpi ? Ora ti spiego.

I 6 princìpi Vincenti di Napoleone

Allora vediamoli questi benedetti 6 princìpi “vincenti” di Napoleone:

1) Esattezza;                2) Velocità;               3) Flessibilità

4) Semplicità;              5) Carattere;               6) Forza Morale

 

Eccoti una mappetta per ricordare i 6 princìpi ed in che cosa consistono. Clicca l’immagine per ingrandirla.

I 6 Princìpi di Napoleone Mappa fatta con mindmeister

 

Come Gestire un Gruppo di Allenamento con i 6 Princìpi Vincenti di Napoleone

Tenendo conto dei 6 princìpi precedenti, ti illustro come gestire un gruppo di allenamento come farebbe probabilmente Napoleone – ma senza l’uso del fucile.

Non scrivo di Napoleone perché io sia di particolari orientamenti politici, ma perché per gestire gruppi numerosi ci vuole un certo rigore … Napoleone guidava un esercito immenso i cui membri dovevano conquistare e restare in vita, qui parliamo di gestione di un gruppo di allenamento, sia esso di arti marziali o di un qualsiasi corso fitness.

Gli obiettivi sono il miglioramento della forma fisica, delle prestazioni in vista di gare o competizioni varie [anche con se stessi]. Tutti restano vivi e vegeti.

Proprio perché non parlo di guerra, bensì di gestione di un gruppo di allenamento, mi riservo il diritto di dare la mia personale interpretazione ai suggerimenti del libro sopra citato – che parla di gestione di impresa.

 

1) Esattezza

Esattezza
Esattezza.

Innanzitutto un allenamento deve essere contraddistinto dall’esattezza.

Per esattezza non si intende un concetto prettamente numerico, bensì ciò che deriva dalla consapevolezza precisa della situazione, una ricerca approfondita ed una pianificazione continua.

 

A) CONSAPEVOLEZZA

Consapevolezza. L’allenatore deve avere una visione ampia degli eventi, in ogni momento. Napoleone chiamava coeup d’oeil questa capacità. A mio avviso anche il gruppo deve essere consapevole.

Si tratta di sapere cosa succede, essere presenti nella situazione dell’allenamento, sentire gli esercizi e ciò che succede nel corpo. Conoscere ed aver ben presente l’ambiente in cui si svolge l’allenamento. Perché l’ambiente ? Per poter allenare meglio e perché il gruppo si alleni meglio.

Ad esempio, saprai che in una certa zona ci sono i piccoli attrezzi per il corpo libero (corde, elastici, clavette …), che in un’altra c’è un tubo che sporge [occhio al braccio !], che d’inverno magari è meglio stare lontano dalle finestre, perché lì arrivano gli spifferi di aria gelata.

Studia la posizione migliore per poter divulgare i tuoi messaggi, cura la comunicazione con il gruppo, di modo che questo possa darti informazioni sullo svolgimento dell’allenamento e sui risultati.

In genere, in una palestra di arti marziali, il gruppo sta in fila e tu ti poni a qualche metro di distanza per poter parlare in modo che il gruppo ti senta bene senza il bisogno di strillare. Ci sono anche situazioni in cui il gruppo è chiuso, cioè non ha un capo, né una coda. Lo scopo è quello di mettere tutti alla pari, l’allenatore si libera del suo ruolo …

D’altra parte, in un allenamento normale, il ruolo di istruttore non ti dà un particolare privilegio in quanto essere umano migliore degli altri, ma sei nella posizione di condurre un gruppo di persone ad eseguire un certo tipo di lavoro controllato dall’esterno.

Il privilegio sta nel poter dare la tua energia in cambio di quella del gruppo …

 

B) RICERCA

L’allenatore deve essere impegnato in una ricerca ai fini del miglioramento, nel senso di informarsi sempre sui metodi atti a produrre schemi di allenamento efficaci e condurre un allenamento nel modo più efficiente possibile – seguendo ad esempio i 6 principi di Napoleone – per sé e per il gruppo. Permetti al gruppo di ottenere i migliori risultati possibili con la cura per il particolare.

E, al tempo stesso, evita gli sprechi di energia. Non diventare schiavo dei dettagli.

Studia metodi di preparazione fisica e mentale, vecchi e nuovi. Studia il “territorio” : conosci alla perfezione il luogo in cui ti alleni ? Puoi considerare anche la ricerca di un luogo dove allenarti ed allenare il tuo gruppo. Conosco istruttori di arti marziali che girano la propria città per mesi, prima di scegliere la palestra adeguata da utilizzare per gli allenamenti.

 

C) PIANIFICAZIONE CONTINUA

Pianificazione continua. Secondo Carlos Castaneda, il guerriero calcola tutto. Su questo punto mi concedo qualche libertà, perché ho la tendenza ad improvvisare (*). Tu fai secondo il tuo personale approccio ai problemi. Ad ogni modo, da allenatore in erba è meglio allenarsi a pianificare, poiché l’improvvisazione è una capacità che emerge col tempo – nel settore in cui sei ferrato. Ecco, non potrei certo improvvisarmi pilota di caccia a reazione 😀

 

gunny highway
(*) Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo – Gunny Highway.

 

Pianifica in anticipo il lavoro da far eseguire al tuo gruppo. Pianifica il lavoro successivo prima che vengano raggiunti gli obiettivi. Se non tutti i membri del gruppo hanno raggiunto un obiettivo comune – ad esempio, eseguire 100 esercizi per gli addominali a coppie – invitali a recuperare con un lavoro  a casa.

Credito Immagine : gigazine trm cracked

 

2) Velocità

velocità
Velocità.

L’allenamento deve essere caratterizzato dalla velocità. Per velocità si intende fare in modo che si passi all’azione col minor tempo possibile, sempre lasciando spazio al ragionamento ed alla consapevolezza. Niente fretta.

 

A) RIDURRE LE RESISTENZE

Devi quindi ridurre le resistenze all’allenamento – ispira il gruppo e fai in modo che trovi le giuste motivazioni – tagliare i tempi morti [attenzione ! non le pause, necessarie tra un esercizio e l’altro].

Fai in modo di evitare le interruzioni dall’esterno e che il gruppo abbia tutto il necessario per allenarsi il meglio possibile.

 

B) AUMENTARE L’URGENZA

Crea ed aumenta l’urgenza, nel senso che i praticanti comincino a svolgere il proprio lavoro prima possibile. Che passino all’azione prima possibile, non che, in assoluto, si allenino eseguendo gli esercizi il più velocemente possibile [questo dipende dagli obiettivi].

Se gestisci una palestra di arti marziali, oppure un gruppo di persone che vogliono tenersi in forma, fissa delle date entro le quali raggiungere certi obiettivi. Assicurati di ricevere frequenti aggiornamenti sulle condizioni dei membri in modo da poterli incoraggiare a continuare e portare a termine il lavoro nel tempo prefissato.

 

C) MANTENERE LA FOCALIZZAZIONE

Allo stesso tempo fai in modo che i singoli membri del gruppo mantengano la focalizzazione sull’allenamento e gli esercizi. Concentrazione ! Fai in modo che il gruppo – tu compreso – mantenga l’attenzione sull’obiettivo da raggiungere, destinando meno risorse possibili ad obiettivi secondari. Si tratta di fare economia delle energie tue e del gruppo.

No multitasking.

La focalizzazione è il principio più importante per la gestione di un gruppo – e della strategia militare in genere. Ci sono anche esercizi in cui non devi concentrarti, ma Napoleone era l’emblema della gestione del potere all’Occidentale quindi, secondo lui, tu allenatore dovrai mantenerti focalizzato sull’allenamento e sul gruppo. Il gruppo sulle tue direttive e sugli esercizi.

 

3) Flessibilità

flessibilità
Flessibilità.

L’allenamento deve essere caratterizzato dalla flessibilità. In che cosa consiste questa flessibilità ?

 

A) GRUPPI ADATTABILI

Il gruppo deve essere adattabile. Questo non vuol dire che ogni partecipante possa essere libero di fare ciò che vuole – nonostante ci siano anche allenamenti di questo genere, ma con altri scopi … – bensì che il gruppo possa avere accesso a risorse condivise, come possono essere proprio una palestra e le attrezzature per l’allenamento, le divise, etc.

Il gruppo deve essere mobile, pronto a cambiare in una varietà di situazione di allenamento dettate da obiettivi diversi da lavorare in una singola sessione, ad esempio.

Per questo è di aiuto un ambiente che faciliti i movimenti, ad esempio in zone diverse di un campo, e stabilire a priori gli attrezzi da utilizzare e le aree dove piazzarli. Una palestra commerciale affollata è l’antitesi della flessibilità. Purtroppo, a volte è l’unico teatro per l’allenamento.

 

B) GRUPPI AUTONOMI

Il gruppo deve potersi allenare in autonomia : quando hai impartito le istruzioni, i praticanti devono poter svolgere gli esercizi senza ricorrere al tuo aiuto in continuazione. Metti il gruppo in condizione di decidere autonomamente :

fai in modo che sappiano cosa fare e come fare anche quando non ci sei.

Così aiuti i membri del gruppo a diventare indipendenti, tu puoi controllare il gruppo dall’esterno ed avere qualche frazione di tempo per sistemare i dettagli dei passi successivi dell’allenamento.

 

C) GRUPPI UNIFICATI

Il gruppo deve essere unificato, nel senso che ci deve stare una sola persona persona a dirigere il lavoro, secondo un’unica strategia per obiettivo di allenamento. Altrimenti il gruppo si incasina. O almeno, nel caso si alternino più istruttori, questi devono seguire la stessa strategia.

Anche in questo caso, però, è inevitabile che ogni istruttore impartisca le proprie direttive a modo suo e ciò può dare origine a messaggi contradditori 

Credito Immagini : mastertubi

 

4) Semplicità

semplicità
Semplicità.

La semplicità è un’altra caratteristica di un allenamento ben organizzato. Eccoti come mettere in atto questo concetto.

 

A) OBIETTIVI CHIARI E SEMPLICI

Spiega con chiarezza gli obiettivi dell’allenamento ai praticanti – “ora lavoriamo la resistenza muscolare” -, spiega le cose nel modo più preciso possibile, senza dare adito ad ambiguità.

Stabilisci anche obiettivi semplici. Ai principianti fai fare esercizi semplici e poni loro obiettivi che possano raggiungere facilmente, come l’esecuzione di 7 piegamenti sulle braccia in un minuto [Adesso il diseducatore smascherato andrà a dire in giro che 7 piegamenti sono troppi] …

 

B) MESSAGGI CHIARI E SEMPLICI

Vale anche la chiarezza dei messaggi. Impartisci le direttive di allenamento al gruppo nel modo più chiaro possibile, evitando la pomposità accademica e mantenendo il linguaggio più terra terra possibile.

Più parli difficile, meno il gruppo ti capisce, più probabile è che vengano commessi degli errori di esecuzione degli esercizi … o che la gente non cominci nemmeno o, peggio, che ad un certo punto scappi via. Parla come mangi !

Evita di compiacerti della capacità di parlare in un linguaggio che capisci solo tu.

 

C) PROCESSI CHIARI E SEMPLICI

Fai in modo che gli esercizi ed il processo dell’allenamento siano i  più chiari e semplici possibile. Esercizi troppo complicati come volteggi alla sbarra e continui spostamenti sul luogo di allenamento – o da un luogo ad un altro – spaventano i praticanti non abituati ed interrompono l’attenzione.

Evita l’uso di attrezzatura troppo complicata o che richieda di dover ricorrere a costosi corsi di formazione. Le persone già pagano per iscriversi al tuo corso. E i mezzi più semplici da usare – come i manubri – sono quelli che garantiscono l’aderenza al programma di allenamento.

Il gruppo potrà utilizzare strumenti più complicati in seguito, con l’aumentare del livello di allenamento.

 

5) Carattere

carattere
Carattere.

Il carattere dell’allenamento ne assicura lo svolgimento ottimale. Vediamo un attimo cosa si intende per carattere secondo la mentalità di Napoleone.

 

A) INTEGRITA’

Integrità. Bisogno di essere coerenti: valori, azioni e parole devono essere in completa armonia. Le tue azioni e quelle del gruppo devono aderire ai tuoi valori fondamentali. Quali sono i tuoi valori in un allenamento ?

Manifesta una forte coerenza tra azioni e parole. Se fai come il diseducatore smascherato che predica il dimagrimento e poi se ne va in giro con un pallone aerostatico al posto della pancia, allora non sei coerente ed al gruppo girano las bolas. Ne consegue che il gruppo non ti concederà più la sua fiducia.

Pratica ciò che predichi.

O dichiara apertamente che non te ne photte un katzoh e sei lì perché ti piace allenare – non garantisco alte percentuali di successo…

 

B) CALMA

Mantieni la calma mentre conduci l’allenamento, lascia che sia il diseducatore smascherato ad incazzarsi perché non riesce ad avere l’attenzione del pubblico; se il gruppo ti vede calmo/a anche quando qualcuno dei membri mette in dubbio le tue direttive, o quando gli esercizi non vengono svolti secondo le modalità da te prefissate, o quando ci siano delle incomprensioni, capisce che il “capo” sei tu e ti rispetta

Tecniche di rilassamento e meditazione dovrebbero essere il tuo pane quotidiano. Soprattutto se gestisci gruppi di allenamento di alto livello, dove la tensione prima di una gara può arrivare alle stelle, o dove sono presenti atleti “primedonne” o cosiddetti “senatori”, la capacità di restare calmo e diffondere tranquillità e sicurezza possono fare la differenza tra successo o disfatta.

Stai calmo e mantieni le redini della situazione. Come recita il Dhammapada

Sopporterò gli insulti del mondo 
come l’elefante sopporta le frecce in battaglia, 
perché il mondo è spesso malevolo.

 

C) RESPONSABILITA’

Responsabilizza il tuo gruppo, fai capire ai praticanti che il successo dell’allenamento, nel senso di massima efficacia di ciò che stanno facendo, dipende da loro. A tua volta, sei responsabile del gruppo e del buon svolgimento dell’allenamento. Se conduci bene l’allenamento, il gruppo ottiene buoni risultati.

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Video : Poesia Invictus Italiano

Sii responsabile delle tue azioni con e senza il gruppo. Se ti fai passare per guru della lealtà e dell’armonia e poi vai in giro a seminare zizzania nei bar o, in questi tempi moderni, nei forum, sappi che prima o poi ti verrà presentato il conto. Salato.

Credito Immagine : the-history-notes

 

6) Forza Morale

forza morale
Forza Morale.

Ora passiamo ad un concetto duro da digerire in quest’epoca, quello di forza morale.

 

A) ORDINE

Ordine. Per portare avanti un buon allenamento e gestire al meglio un gruppo di allenamento ci vuole ordine. Il gruppo si sente più sicuro se sa che tutto è organizzato al meglio.

Fai in modo che regni la disciplina tramite regole, allenamento e ripetizione. Teppei è simpatico solo nei cartoni animati e … fuori dall’ambito dell’allenamento 🙂

Secondo Napoleone la disciplina era ciò che avvicinava le truppe alla causa, o ciò che fa sentire le persone più preparate e fiduciose.

Secondo la Treccani la disciplina è la disposizione personale ad apprendere e a perfezionarsi – per me la definizione più azzeccata.

Stabilisci delle regole e fai in modo che tutti le seguano, anche tu 🙂 Dai il buon esempio.

Cura la capacità di impartire ordini – sembra la cosa più facile del mondo. Sicuramente non si tratta di gridare a muso duro ad un centimetro dalla faccia come in Full Metal Jacket. Anche se c’è chi lo fa …

 

sergente hartman
L’atteggiamento del Sergente Hartman può essere controproducente…

 

Ordine : fai questo. Presuppone che i praticanti siano disposti ad ascoltarti, si fidino di te e siano d’accordo con le direttive. Di solito funziona meglio un “fai questo perché …”

Sii una guida più che un tiranno e dai il buon esempio, allora sì che le cose si fanno più facili. Mantieniti sempre un passo avanti al gruppo, nel senso che dovresti saperne sempre più del membro più esperto del tuo gruppo : l’allenatore sei tu e sei tu che guidi.

 

B) SCOPO

Impartire ordini è più facile se il gruppo ha uno scopo. Illustra lo scopo dell’allenamento, fai in modo che il gruppo lo faccia proprio. Fai sentire importanti le persone, fai capire loro cosa ci guadagnano a lavorare.

E’ un peccato vedere persone che pagano fior di quattrini per iscriversi ad un corso di arti marziali o fitness, quando in realtà vanno solo a passare del tempo via dal posto di lavoro. Fai capire che si allenano per migliorare delle abilità e tirare fuori qualcosa di buono da se stesse, ad esempio.

Fai capire che non hanno tempo da perdere.

Non aver paura di ripeterti. Ripeti lo scopo dell’allenamento ai partecipanti in modo che lo abbiano sempre ben presente. Un gruppo che abbia interiorizzato lo scopo dell’allenamento è naturalmente portato a portare a compimento il lavoro, soprattutto a lungo termine.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Vxoo_4VtYe0&w=600&h=371]

Video : Smith & Neo: “lo scopo”

 

C) FORNIRE RICONOSCIMENTI

Riconoscimenti. Di norma, quando si ha un pò di potere, si tende a schiacciare “chi sta sotto”, così per sfogarsi di torti subiti da chi sta in alto. Se ti comporti così, finisci col non riconoscere i meriti altrui e creare una pessima atmosfera nel gruppo. Congratulati con il gruppo per aver terminato l’allenamento, perché ha fatto un buon lavoro, magari perché ha fatto di più di ciò che ti aspettavi.

 

D) PREMI

Dai dei premi : anni fa un mio istruttore, a fine corso, aveva regalato ad ognuno di noi una pietruzza colorata. Sosteneva che ogni pietruzza avesse delle proprietà. Non mi sono mai dimenticato di quel gesto, che aveva rinforzato in me il senso di appartenenza alla palestra. Inoltre ricordo con affetto quell’istruttore 🙂

Concedi una piccola pausa perchè i membri del gruppo possano reidratarsi, permetti che si consentano una delizia nutritiva del post-allenamento tipo il beverone carbo-proteico, etc. Consegna un attestato di partecipazione, una coppetta, una cintura a fine corso.

I membri del tuo gruppo sono importanti, perché ti aiutano a continuare nel tuo lavoro di allenatore. Mentre li alleni, ti alleni anche tu. Anche loro ti premiano, con l’attenzione e con i risultati.  Ringrazia il tuo gruppo. Ringraziare è un premio “morale” per te stesso/a e per il gruppo.

 

I 6 Princìpi Vincenti di Napoleone … The End (?)

… Ecco, ora quei “personaggi” [che sicuramente non stanno leggendo questo articolo] potranno vendere i loro irripetibili, imperdibili, incommensurabili corsi che aiuteranno folle di deliranti disperati ad acquisire un assurdo successo finanziario, personale, spirituale, culinario etc., etc., con gli infallibili 6 princìpi Vincenti di Napoleone.

I super maestri di arti marziali potranno dire che da anni seguono scrupolosamente i 6 princìpi vincenti di Napoleone invece di ammettere di averli imparati da qualcun altro … Per l’occasione, il Dr.S ringrazia Franco Bazz. per avergli suggerito “quella” libreria.

Tu potrai gestire gruppi di allenamento che sopravviveranno a lungo e ti saranno grati per ciò che hai fatto per loro, limitando al minimo il tuo intervento e creando persone indipendenti.

“E scusami se è poco.”

 

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Video : Full Metal Jacket – La marcia di Topolino

 

Hasta la proxima,

Simone Carozza